Comunali 2025 

Carratù (Lega): «Serve una Genova dove chi investe è un alleato, non un nemico»

«Una città dove chi fa impresa è accolto come risorsa, dove l’associazionismo e il commercio di prossimità sono riconosciuti come pilastri del tessuto urbano». È questa la visione di Andrea Carratù, candidato al Consiglio comunale, che in questa campagna elettorale rivendica il lavoro fatto dal centrodestra a partire dal 2017, puntando ora a rilanciare le periferie e rafforzare il legame tra cittadini, istituzioni e territorio

Lo abbiamo intervistato per approfondire i temi della sua candidatura.

Carratù, qual è il suo modello di città?

Vorrei una Genova in cui chi decide di fare impresa non sia visto come un avversario, ma come un alleato. Chi investe, crea lavoro e ricchezza può contribuire concretamente a migliorare i servizi, sostenere la manutenzione dei quartieri e, più in generale, a far crescere tutta la città. Negli ultimi anni abbiamo cominciato a cambiare approccio: pensiamo ad esempio al recupero della Diga di Begato, alle mura della Marina, alla riqualificazione dell’ex autorimessa Sati. Sono luoghi simbolici che raccontano la volontà di non lasciare più indietro nessun quartiere.

Ha parlato anche di commercio e associazionismo come elementi fondamentali. In che modo?

Credo fortemente che il commercio al dettaglio, oltre al suo valore economico, abbia una funzione sociale e persino di sicurezza. Un negozio sotto casa, una bottega aperta, contribuiscono a presidiare il territorio, a rendere le strade vive e frequentate. È una barriera naturale contro il degrado. Allo stesso modo, l’associazionismo e il volontariato devono essere valorizzati: chi si impegna gratuitamente per il bene comune merita riconoscimento, spazio, ascolto. È grazie a queste realtà che Genova tiene insieme il suo tessuto sociale.

Quali sono i quartieri su cui vuole puntare di più?

Tutti quelli che per troppo tempo sono stati dimenticati. Oltre a Begato, penso a zone come Certosa, Voltri, Rivarolo, dove le comunità chiedono maggiore attenzione. Poi i quartieri di cui come presidente di Municipio, mi sono occupato: centro storico, Lagaccio, Oregina, Castelletto, Portoria. Non servono promesse irrealizzabili, ma interventi concreti: strade curate, illuminazione efficiente, spazi pubblici riqualificati. Solo così i cittadini possono tornare a sentirsi parte attiva della città.

In che modo la Lega intende sostenere questi progetti a livello comunale?

Con un approccio pragmatico. Non ideologico, ma orientato ai risultati. Sappiamo che Genova ha bisogno di attrarre investimenti, di valorizzare le proprie eccellenze e di migliorare la qualità della vita dei suoi abitanti. La nostra priorità è rafforzare il legame tra sviluppo economico e coesione sociale. Vogliamo una città sicura, ordinata, accogliente, dove chi lavora, chi si impegna, chi partecipa venga premiato.

Il messaggio per gli elettori?

Genova è cambiata molto negli ultimi anni, ma possiamo fare ancora di più. Il mio impegno sarà quello di ascoltare i quartieri, portare avanti proposte concrete e lavorare per una città che sia davvero di tutti. Il futuro si costruisce passo dopo passo, partendo dai bisogni reali delle persone. E io voglio essere la loro voce in Consiglio comunale.


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